Chirurgia della paratiroide
Non esistono terapie farmacologiche che risolvano stabilmente la causa dell’iperparatiroidismo: i farmaci possono controllare temporaneamente i livelli di calcio, ma solo la chirurgia corregge l’origine del problema.
Il Dott. Catrambone utilizza quando possibile approcci mininvasivi (qui ci sarà un collegamento ipertestuale alla sezione “Tecniche minivasive”) per ridurre dolore, degenza e tempi di recupero.
Paratiroidectomia
Non esistono terapie farmacologiche che risolvano stabilmente la causa dell’iperparatiroidismo: i farmaci possono controllare temporaneamente i livelli di calcio, ma solo la chirurgia corregge l’origine del problema.
L’intervento, chiamato paratiroidectomia, consiste nella rimozione della ghiandola o delle ghiandole iperfunzionanti.
L’obiettivo è normalizzare i livelli di calcio e PTH, eliminando i sintomi e prevenendo danni a ossa, reni e sistema nervoso.
L’intervento viene eseguito in anestesia generale o, in casi selezionati, in anestesia locale con sedazione.
Negli ultimi anni la chirurgia delle paratiroidi si è evoluta in modo significativo: nella maggior parte dei casi è oggi possibile eseguire una paratiroidectomia mininvasiva, con incisioni di 2-3 centimetri e tempi di recupero molto rapidi. L’intervento dura in media 20–30 minuti.
Durante la procedura, il chirurgo rimuove la ghiandola iperfunzionante, utilizzando tecniche di monitoraggio intraoperatorio del PTH: il livello dell’ormone viene misurato in tempo reale prima e dopo la rimozione. Una diminuzione significativa (oltre il 50% entro 10 minuti) conferma che la fonte dell’iperparatiroidismo è stata correttamente eliminata.
Nei casi in cui più ghiandole risultino ingrossate o iperattive (iperplasia paratiroidea), può essere necessaria una rimozione più estesa, lasciando solo una piccola parte di tessuto paratiroideo funzionante per mantenere un equilibrio naturale del calcio.
I benefici dell'intervento
Dopo la paratiroidectomia, i livelli di calcio e PTH si normalizzano e i sintomi tendono a migliorare rapidamente. I benefici più comuni includono:
- Aumento dell’energia e miglioramento della concentrazione
- Riduzione o scomparsa dei dolori muscolari e articolari
- Miglioramento della densità ossea e prevenzione dell’osteoporosi
- Diminuzione del rischio di calcoli renali
- Miglioramento generale della qualità della vita
Recupero
Il recupero è generalmente rapido: la maggior parte dei pazienti può tornare alle normali attività entro pochi giorni. Le cicatrici sono minime e il rischio di complicanze è basso, se l’intervento è eseguito da un chirurgo esperto in endocrinochirurgia.
Ogni procedura è preceduta da un’accurata valutazione diagnostica e pianificazione personalizzata, spesso condotta in collaborazione multidisciplinare tra endocrinologi, radiologi e anatomo-patologi. Questo approccio integrato garantisce la massima sicurezza e i migliori risultati clinici a lungo termine.
