
Paratiroidi, cosa sono?
Le paratiroidi sono quattro piccole ghiandole, grandi pochi millimetri, situate dietro la tiroide.
Nonostante le dimensioni ridotte, svolgono una funzione vitale: producono il paratormone (PTH), l’ormone che regola la quantità di calcio nel sangue e nelle ossa. Il calcio è indispensabile per il corretto funzionamento dei muscoli (incluso il cuore), dei nervi e per mantenere solide le ossa.
Quando le paratiroidi funzionano in modo equilibrato, mantengono il livello di calcio stabile, garantendo il benessere generale. Se invece una o più ghiandole diventano iperattive o ipoattive, questo equilibrio si rompe e il corpo inizia a manifestare una serie di sintomi, spesso progressivi e talvolta sottovalutati.
La maggior parte dei disturbi legati a queste ghiandole è causata da un’eccessiva produzione di PTH, condizione chiamata iperparatiroidismo.
Cos’è l’iperparatiroidismo

L’iperparatiroidismo è una condizione in cui una o più ghiandole paratiroidee producono una quantità eccessiva di PTH. Questo ormone, se presente in eccesso, stimola il rilascio di calcio dalle ossa e aumenta l’assorbimento del calcio nel sangue, portando a ipercalcemia, ovvero livelli troppo alti di calcio circolante.
Il risultato è un indebolimento progressivo del sistema scheletrico e un sovraccarico per i reni e altri organi. Anche se può svilupparsi in modo silenzioso, con il tempo può causare danni importanti se non diagnosticato e trattato.
- Ecografia del collo, utile come primo esame
- Scintigrafia con sestamibi, che identifica le ghiandole iperfunzionanti
- TAC 4D o RMN, nei casi più complessi
- PET con FluoroColina
Sintomi
I sintomi dell’iperparatiroidismo possono essere molto variabili e spesso confusi con altre condizioni. All’inizio possono essere lievi, ma col tempo diventano più evidenti.
Un'elevata concentrazione di calcio nel sangue può provocare:
- Stanchezza costante e debolezza muscolare, anche a riposo
- Dolori ossei o articolari, dovuti alla perdita di calcio dalle ossa
- Calcoli renali, a causa dell’accumulo di calcio nelle vie urinarie
- Disturbi digestivi come nausea, perdita di appetito o stitichezza
- Alterazioni dell’umore, irritabilità, difficoltà di concentrazione o sensazione di “nebbia mentale”
Molti pazienti riferiscono di “non sentirsi più come prima”, senza riuscire a spiegare il motivo. È un disturbo che tende a peggiorare lentamente, e per questo spesso la diagnosi arriva tardi.
Cause
La causa più frequente di iperparatiroidismo primario è un adenoma paratiroideo benigno, cioè una ghiandola che cresce in modo anomalo e produce troppo ormone.
In altri casi possono essere coinvolte più ghiandole (iperplasia paratiroidea) o, molto più raramente, un tumore maligno (carcinoma paratiroideo).
L’iperparatiroidismo secondario, invece, si sviluppa come conseguenza di altre malattie, in particolare dell’insufficienza renale cronica o della carenza di vitamina D: in questi casi, le ghiandole reagiscono all’ipocalcemia cronica producendo più PTH per compensare.
Diagnosi
La diagnosi di iperparatiroidismo è basata su esami del sangue. Si misurano contemporaneamente il livello di calcio e quello di paratormone (PTH): quando entrambi risultano elevati, è molto probabile che ci sia un’alterazione delle paratiroidi.
Per localizzare la ghiandola responsabile, vengono utilizzate indagini di imaging come:
